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Basi8 min di lettura29 marzo 2026

Rischio e rendimento

Il rapporto tra rischio e rendimento, perché rendimenti più elevati richiedono rischi maggiori e che cosa significa tolleranza al rischio

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Di KrokFin Editorial

Redazione Krokfolio

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Una delle regole più importanti dell’investimento è ingannevolmente semplice: maggiore è il rendimento potenziale, maggiore è il rischio associato. Non si tratta soltanto di un’osservazione teorica, ma di un principio fondamentale che influenza ogni decisione d’investimento. Comprendere il rapporto tra rischio e rendimento aiuta a scegliere consapevolmente gli strumenti da utilizzare e a costruire un portafoglio adatto ai propri obiettivi e alla propria situazione.

Che cos’è il rendimento

Il rendimento è il profitto che un investitore ottiene dal capitale investito. Viene solitamente espresso come percentuale della somma iniziale e calcolato su un periodo specifico: un anno, un trimestre o un mese.

Il rendimento è composto da due elementi principali:

  • Apprezzamento del capitale — l’aumento del prezzo dell’attivo stesso. Per esempio, se si acquista un’azione per 100 grivne e un anno dopo questa vale 120 grivne, l’apprezzamento del capitale è del 20%.
  • Reddito — i pagamenti regolari generati dall’attivo. Possono comprendere i dividendi delle azioni, le cedole delle obbligazioni o i canoni di locazione degli immobili.

Il rendimento totale è la somma di entrambi gli elementi. È importante distinguere tra rendimento nominale (prima di tenere conto dell’inflazione) e rendimento reale (dopo aver tenuto conto dell’inflazione). È il rendimento reale a mostrare se il potere d’acquisto è effettivamente aumentato.

Che cos’è il rischio d’investimento

Il rischio d’investimento è la probabilità che il risultato effettivo di un investimento sia diverso da quello previsto. Il rischio non significa soltanto perdere denaro, ma indica l’incertezza del risultato. Anche quando un investimento rende più del previsto, si tratta comunque di una manifestazione del rischio.

Principali tipi di rischio

Il rischio di mercato è il rischio che il valore degli attivi diminuisca a causa dei movimenti generali del mercato. Crisi economiche, eventi geopolitici e variazioni dei tassi d’interesse influiscono tutti sul valore degli investimenti. Il rischio di mercato riguarda praticamente ogni tipo di attivo.

Il rischio di credito è il rischio che l’emittente di un’obbligazione o un debitore non rispetti i propri impegni. Più basso è il merito creditizio dell’emittente, maggiore è il rischio di credito e più elevato deve essere il rendimento offerto per compensarlo.

Il rischio d’inflazione è il rischio che l’inflazione riduca il rendimento reale dell’investimento. Se un deposito rende il 10% all’anno, ma l’inflazione è al 12%, il rendimento reale è negativo.

Il rischio di liquidità è il rischio di non riuscire a vendere rapidamente un attivo a un prezzo equo. Le azioni delle grandi società quotate sono facili da vendere, mentre può essere molto più difficile cedere un immobile o una partecipazione in una piccola impresa.

Il rischio di cambio è il rischio che le variazioni dei tassi di cambio influiscano sul valore dell’investimento. Se si investe in attivi esteri, le oscillazioni valutarie possono aumentare o ridurre il rendimento espresso in grivne.

Perché rendimenti più elevati richiedono rischi maggiori

Il legame tra rischio e rendimento non è casuale, ma deriva dalle forze di mercato. La logica è semplice: se un attivo rischioso offrisse lo stesso rendimento di uno sicuro, nessuno accetterebbe il rischio. Il mercato quindi «premia» gli investitori disposti ad accettare rischi maggiori con rendimenti potenziali più elevati.

Consideriamo alcuni esempi:

  • Deposito bancario — rischio basso, rendimento basso. I fondi sono protetti dal Fondo di garanzia dei depositi (fino a un determinato importo), ma il tasso d’interesse di solito supera appena l’inflazione.
  • Titoli di Stato — rischio moderatamente basso, rendimento moderato. Uno Stato diventa insolvente di rado, ma il rendimento rimane relativamente modesto.
  • Obbligazioni societarie — rischio moderato, rendimento più elevato. Un’impresa può fallire, quindi gli investitori richiedono un tasso superiore a quello dei titoli di Stato.
  • Azioni di grandi società — rischio elevato, rendimento potenzialmente alto. I prezzi delle azioni oscillano ogni giorno, ma storicamente, nel lungo periodo, le azioni hanno ottenuto risultati migliori delle obbligazioni.
  • Azioni di piccole società e startup — rischio alto, rendimento potenzialmente molto alto. Il valore di un’impresa può decuplicare oppure l’impresa può fallire del tutto.

Questo principio è noto come premio per il rischio: il rendimento aggiuntivo che un investitore riceve per assumere un rischio maggiore rispetto a un’attività priva di rischio.

Un’importante precisazione

Un rischio maggiore non garantisce un rendimento più elevato, ma ne crea soltanto la possibilità. Si può assumere un rischio alto e perdere comunque denaro. Il rischio significa che il risultato è incerto in entrambe le direzioni. Per questo è fondamentale comprendere quale livello di rischio si è disposti ad accettare.

Che cos’è la tolleranza al rischio

La tolleranza al rischio è il grado di incertezza nei risultati di un investimento che un investitore è disposto ad accettare. In parole semplici, risponde alla domanda: «Quanto sono disposto a perdere potenzialmente in cambio della possibilità di guadagnare di più?».

La tolleranza al rischio dipende da diversi fattori:

Situazione finanziaria

Una persona con un reddito stabile, un fondo d’emergenza e nessun debito può permettersi di assumere più rischi di chi vive da uno stipendio all’altro. Se si dispone di una riserva sufficiente a coprire sei mesi di spese, una diminuzione temporanea del valore del portafoglio non sarà una catastrofe.

Orizzonte d’investimento

Più lungo è l’orizzonte d’investimento, maggiore è il rischio che si può assumere. A 25 anni, investendo per la pensione, si hanno decenni per superare eventuali ribassi del mercato. A 60 anni, se si prevede di utilizzare i fondi entro cinque anni, oscillazioni significative del valore potrebbero essere inaccettabili.

Obiettivi d’investimento

Obiettivi diversi richiedono livelli di rischio diversi. Risparmiare per l’anticipo su un appartamento entro due anni esige un approccio prudente: non ci si può permettere di subire perdite rilevanti. La crescita del capitale a lungo termine, invece, può giustificare una strategia più aggressiva.

Preparazione emotiva

Anche se dal punto di vista finanziario ci si può permettere di assumere rischi, ciò non significa che si sia emotivamente preparati. Se un calo del portafoglio del 20% portasse a vendere nel panico ai minimi di mercato, sarebbe meglio scegliere un approccio più prudente, anche se un’opzione più aggressiva fosse matematicamente ottimale.

Tipi di investitori in base alla tolleranza al rischio

Gli investitori vengono generalmente suddivisi in tre grandi categorie:

L’investitore prudente privilegia la stabilità e la conservazione del capitale. Il portafoglio è composto principalmente da depositi, titoli di Stato e altri strumenti a reddito fisso. I rendimenti potenziali sono modesti, ma la probabilità di perdite significative è minima.

L’investitore moderato cerca un equilibrio tra crescita e conservazione del capitale. Il portafoglio combina azioni e obbligazioni in proporzioni più o meno uguali. Questo approccio offre rendimenti migliori rispetto a uno interamente prudente, ma una volatilità inferiore rispetto a uno completamente aggressivo.

L’investitore aggressivo punta alla massima crescita del capitale ed è disposto ad accettare oscillazioni significative del valore. Il portafoglio è composto principalmente da azioni, eventualmente integrate da strumenti più rischiosi. I rendimenti potenziali sono i più elevati, ma lo sono anche i possibili ribassi.

La diversificazione come gestione del rischio

Uno dei modi più efficaci per gestire il rischio è la diversificazione, cioè la distribuzione degli investimenti tra attivi diversi. L’idea è semplice: non mettere tutte le uova nello stesso paniere.

Quando si distribuisce il capitale tra diversi tipi di attivi, settori economici e aree geografiche, il risultato negativo di un attivo può essere compensato dal risultato positivo di un altro. La diversificazione non elimina completamente il rischio, ma ne riduce in modo significativo l’impatto sul portafoglio complessivo.

Per esempio, se il portafoglio è composto esclusivamente da azioni di una società e questa fallisce, si perde tutto. Ma se si possiedono azioni di dieci società diverse appartenenti a vari settori, il fallimento di una sola comporta la perdita di appena il 10% del portafoglio.

Livelli di diversificazione

  • Per tipo di attivo — una combinazione di azioni, obbligazioni, immobili e depositi
  • Per settore — investimenti in tecnologia, energia, sanità, finanza e così via
  • Per area geografica — attivi ucraini e internazionali
  • Nel tempo — investire regolarmente, invece di collocare l’intera somma in una sola volta, aiuta ad attenuare l’impatto delle oscillazioni del mercato

Come determinare la propria tolleranza al rischio

È possibile determinare la propria tolleranza al rischio rispondendo ad alcune domande fondamentali:

  1. Qual è il proprio orizzonte d’investimento? Più è lungo, maggiore è il rischio che si può assumere.
  2. Si dispone di un fondo d’emergenza? Una riserva sufficiente a coprire da tre a sei mesi di spese è un requisito indispensabile prima di iniziare a investire.
  3. Come si reagirebbe a un calo del portafoglio del 30%? Se si aspettasse con calma, la tolleranza sarebbe alta. Se si vendesse nel panico, sarebbe bassa.
  4. Per quale obiettivo si investe? Un obiettivo specifico con una scadenza fissa richiede un approccio più prudente.
  5. Quale percentuale dei propri risparmi si investe? Non bisogna mai investire denaro che potrebbe servire nel prossimo futuro.

Risposte sincere a queste domande aiutano a scegliere una strategia adatta alla propria situazione personale, anziché seguire i consigli altrui o inseguire le tendenze.

Rischio e rendimento sono due facce della stessa medaglia. È impossibile ottenere rendimenti elevati senza accettare il rischio corrispondente, ed è del tutto normale. La chiave per investire con successo non è evitare il rischio, ma gestirlo consapevolmente.

Comprendere la propria tolleranza al rischio, diversificare il portafoglio e investire tenendo conto del proprio orizzonte e dei propri obiettivi trasforma il rischio da nemico in strumento per raggiungere i propri traguardi finanziari.

Disclaimer

Questo articolo è solo a scopo educativo e non costituisce consulenza finanziaria.